Le vie sacre dell’acqua: Nimphae

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L’energica scultrice si confronta con un tema che è nel contempo un intenso omaggio alla figura femminile, realizzata in forme arcaiche con materiali come la ceramica e il raku. L’acqua è vita, e la donna possiede in sé la possibilità di donarla.
Le ancestrali figure femminili custodiscono in sè la memoria di poter essere simbolicamente considerate le madri di tutti. La terra, con la quale le mani di Stefania Pennacchio danno forma alla materia, è antica e primigenia. Dai lavori dell’artista emerge alla fine una sacralità che incanta e che ci sentiamo di custodire.

Come ricorda Santo Versace “la ricerca scultorea di Stefania Pennacchio è ciò che di sacro e rituale emana dal mar Mediterraneo e si trasforma in linguaggio artistico contemporaneo. il Blu del mar Ionio sembra averla ispirata ad un racconto stratificato di culture, memoria e civiltà”, secondo un codice estetico contemporaneo personale, che le fa meritare uno stile forte e grondante di energie. Che vengono dal grande mare Mediterraneo, culla primordiale delle nostre origini.

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